Crocifisso in aula? Arriva la sentenza della Cassazione

Crocifisso in aula? In molti avranno sentito parlare della delicata questione sulla possibilità di appellarsi o meno alla propria libertà di credo determinando la possibilità di svolgere la lezione in aula con la presenza o meno di un crocifisso in aula. Un docente fa appello al proprio ‘non’ credo ma la Cassazione determina la risposta: ‘‘Sì al crocifisso in aula, non è un atto discriminatorio’.

Tenere in crocifisso in aula non è un atto discriminatorio

La vicenda è nata qualche mese fa, un docente desiderava svolgere la sua lezione senza il crocifisso appeso in aula in segno di libertà rispetto a quanto previsto invece dal dirigente scolastico di un istituto professionale sulla base di una delibera assunta a maggioranza dall’assemblea di classe degli studenti.

Il ricordo all’appello alla Corte di Cassazione non è stato favorevole per il docente: l’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche “al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo – non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione”.

“L’aula può accogliere la presenza del crocifisso – si legge nella sentenza 24414 – quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”.

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