Devozione e preghiera del mese: dedicato alle Anime del Purgatorio

Tre sono le opere di suffragio, che possono dare sollievo alle anime del Purgatorio e che hanno un effetto meraviglioso su di loro:

La Santa Messa: la potenza amorosa di Gesù che si offre per sollevare le anime.
Le Indulgenze: la ricchezza della Chiesa, donata alle anime del Purgatorio.
La preghiera e le opere buone: la nostra forza.
La Santa Messa

La Santa Messa è da considerarsi il miglior suffragio per le anime del Purgatorio.

“Far celebrare la Santa Messa per i cristiani, vivi o defunti, in particolare quelli per cui si prega in modo speciale perché vengono così sollevati dai tormenti, farà abbreviare le loro pene; inoltre, ad ogni Celebrazione Eucaristica, più anime escono dal Purgatorio. Con la Santa Messa, dunque, il sacerdote e i fedeli chiedono e ottengono da Dio la grazia per le anime del Purgatorio, ma non solo: il beneficio speciale spetta sì all‘anima per cui la Messa è celebrata, ma del suo frutto generale è l’intera Chiesa a goderne. Essa, infatti, nella Celebrazione comunitaria dell‘Eucarestia, mentre chiede e ottiene il ristoro delle anime dei fedeli e la remissione dei peccati, aumenta, rinsalda e risveglia la sua unità, segno visibile dell’invisibile “Comunione dei Santi “.

All’offerta di Cristo, nel sacrificio eucaristico, si uniscono, infatti, non solo i membri che sono ancora sulla terra, ma anche quelli che si trovano già nella gloria del Cielo, così come quelli che stanno espiando le proprie colpe in Purgatorio. La Santa Messa è offerta, dunque, anche per i defunti che sono morti in Cristo e non sono ancora pienamente purificati, così da poter entrare nella Luce e Pace di Cristo. “ (Dal Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 1370-72)

Le Messe “Gregoriane”.

Tra ciò che può essere offerto a Dio in suffragio dei defunti, san Gregorio esalta, in assoluto, il Sacrificio Eucaristico: a lui si deve l’introduzione della pia pratica delle trenta messe, celebrate per trenta giorni consecutivi, che da lui prendono appunto il nome di gregoriane.

Le indulgenze sono un dono della misericordia di Dio.

Ricordiamo che si può lucrare l’indulgenza plenaria:

il 2 novembre [Indulgenza applicabile solo per i defunti] dal mezzogiorno del giorno 1 (Festa di tutti i Santi), fino alla mezzanotte del giorno due.

Opera prescritta: Visita alla chiesa parrocchiale, recitando il Padre Nostro e il Credo;

Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa – Distacco dal peccato anche veniale.

e dall’1 all’8 novembre, facendo visita al cimitero [Indulgenza applicabile solo ai defunti!].

Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa – Distacco dal peccato anche veniale.

“I fedeli che fanno visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria”.

La Preghiera

La Preghiera è come una rugiada fresca che parte dalla nostra anima, sale verso il Cielo e, come pioggia salutare, ricade sulle anime purganti. Anche una semplice aspirazione, una giaculatoria, un atto breve di amore a Dio, hanno un’efficacia straordinaria di suffragio.

Tra le preghiere che possiamo fare per i defunti, hanno più valore e più efficacia quelle della Chiesa; tra queste preghiere primeggia l’Ufficio dei Defunti, la recita del De profundis e l’Eterno Riposo. Preghiera efficacissima per le Indulgenze che vi sono annesse e perché ricorda la Passione di Gesù Cristo è la Via Crucis. Preghiera oltremodo gradita al Signore ed alla Vergine Santissima è il santo Rosario, al quale sono anche annesse preziosissime indulgenze e la Corona di Cento Requiem detta per le anime purganti.

Giorni di speciali preghiere per i morti sono il terzo, il settimo ed il trigesimo dal loro trapasso, e per pia consuetudine popolare, il lunedì di ogni settimana ed anche l’intero mese di Novembre, dedicato ai defunti . A tutte queste od altre preghiere, bisogna aggiungere la santa Confessione e Comunione, e bisogna che, in occasione della morte di una persona cara, i parenti tutti si confessino e si comunichino per l’anima sua.

Non c’è testimonianza più bella di premuroso affetto per un defunto, quanto quello di mettersi in grazia di Dio o di accrescere la grazia nella propria anima con l’assoluzione, ed il ricevere Gesù, supplendo con l’amore alle deficienze dei defunti, e specialmente di quelli che furono poco praticanti in vita. Non dimenticare le buone opere e soprattutto quelle in cui i cari defunti furono carenti.

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