Gli Angeli Custodi: come ci portano in Paradiso e come ci proteggono sulla Terra

Gli Angeli sono uniti tra loro in un amore tenero e scambievole. Cosa dire dei loro canti e delle loro armonie? San Francesco d’Assisi, trovandosi in uno sta-to di grande sofferenza, bastò una sola battuta di mu-sica fattagli udire da un Angelo per non sentire più il dolore ed elevarlo in grande estasi di gioia.

In Paradiso troveremo negli Angeli amici cordialissimi e non compagni alteri da farci pesare la loro superiorità. La Beata Angela da Foligno, che nella sua vita terrena ebbe frequenti visioni e si trovò più volte a contatto con gli Angeli, dirà: Non avrei mai potuto immaginare che gli Angeli fossero così affabili e cortesi. – Perciò la loro convivenza ci sarà molto deliziosa e non possiamo immaginare quale soavissimo interesse godremo nell’intrattenerci con loro cuore a cuore. San Tommaso d’Aquino (Qu. 108, a 8) insegna che «benché secondo natura è impossibile all’uomo competere con gli Angeli, però secondo la grazia noi possiamo meritare una gloria così grande da venire associati a ciascuno dei nove Cori angelici». Quindi gli uomini andranno ad occupare i posti lasciati vuoti dagli Angeli ribelli, i diavoli. Non possiamo perciò pensare ai Cori angelici senza vederli costellati di creature umane, uguali in santità e gloria anche ai più eccelsi Cherubini e Serafini.

Tra noi e gli Angeli ci sarà l’amicizia più affettuosa, senza che la diversità di natura l’ostacoli minima-mente. Essi, che governano e maneggiano tutte le forze della natura, saranno in grado di appagare ogni no-stra sete di sapere i segreti e i problemi delle scienze naturali e lo faranno con somma competenza e grande cordialità fraterna. Come gli Angeli, pur immersi nel-la Visione beatifica di Dio, ricevono e si trasmettono tra di loro, da superiore a inferiore, i fasci di luce che irraggiano dalla Divinità, così noi, pur immersi nella Visione beatifica, percepiremo mediante gli Angeli non poca parte delle infinite verità diffuse per l’universo.

Questi Angeli, splendenti come tanti soli, immensamente belli, perfetti, affettuosi, affabili, si faranno nostri premurosi maestri. Figuriamoci le loro esplosioni di gioia e le espressioni del loro tenero affetto quando vedranno coronato con esito felice tutto quello che hanno fatto per la nostra salvezza. Con quale riconoscente interesse ci sentiremo raccontare allora per filo e per segno, ciascuno dal suo Anelo Custode, la ve-ra storia della nostra vita con tutti i pericoli scampati, con tutti gli aiuti messi a nostra disposizione. Al riguardo il Papa Pio IX raccontava molto volentieri una esperienza della sua infanzia, che prova l’aiuto straordinario del suo Angelo Custode. Egli da ragazzino, durante la S. Messa, faceva il chierichetto nella cappella priva-ta della sua famiglia. Un giorno, mentre stava inginocchiato sull’ultimo gradino dell’altare, durante l’offer-torio fu improvvisamente preso da timore e paura. Era eccitatissimo senza capire il perché. Il cuore cominciò a battergli forte forte. Istintivamente, cercando aiuto, volse gli occhi dalla parte opposta dell’altare. Lì vi era un bel giovane che con la mano gli faceva segno di alzarsi subito e andare verso di lui. Il ragazzino era così confuso alla vista di quell’apparizione che non osava muoversi. Ma la figura luminosa energicamente gli fece ancora un segno. Allora egli si alzò con sveltezza e andò verso il giovane che sparisce all’improvviso. Nel-lo stesso istante una pesante statua di un Santo cadde proprio lì dove stava il piccolo chierichetto. Se fosse rimasto ancora un po’ al posto di prima, sarebbe mor-to o ferito gravemente per il peso della statua caduta.

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