pontefice

Il conclave: fumata bianca o fumata nera?

Ripercorriamo la storia, conosciamo le curiosità e tutti i passaggi del conclave. Funzione chiave per l’elezione di un nuovo Papa.

Il termine deriva dal latino cum clave e sta letteralmente a significare chiuso a chiave. Con questo termine è chiamata sia la sala, dove si svolge la cerimonia di elezione del nuovo Papa e sia il rito stesso. Questa funzione ha radici molto antiche e prese il suo nome a Viterbo nel lontano 1270. Gli abitanti della città chiusero a chiave i cardinali in una stanza, scoperchiarono il tetto e li misero in condizione di decidere in fretta.  Il nuovo pontefice in quell’occasione fu Gregorio x. In realtà il primo Papa eletto cum clave fu Gelasio II nel 1118.

Nel tempo sono state molteplici le procedure che sono cambiate per questa funzione cattolica. Oggi è regolata dalla costituzione cattolica promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996. Ma quali sono tutte le sue fasi? Ciò che si svolge al suo interno è segreto ed è proibito ai cardinali, che hanno il compito di eleggere, di rivelarlo anche dopo la sua conclusione. Nella giornata d’inizio del conclave, dopo i riti iniziali, i cardinali si riuniscono nella cappella Sistina. Il maestro delle celebrazioni intima l’extra omnes, fuori tutti gli estranei.

Già dal quel momento si può tenere la prima votazione per finire la giornata. Dal giorno successivo si svolgono le votazioni con un ritmo prefissato di due il mattino e due nel pomeriggio. Grazie alla riforma introdotta da Benedetto XVI, occorrono due terzi dei voti per eleggere un pontefice. Nel caso questo non avviene, dopo trentaquattro scrutini senza nessun risultato si prosegue con un ballottaggio tra i due candidati in testa dopo le ultime due votazioni.

Il conclave, fumata bianca e l’annuncio pubblico.

Ogni elettore si alza dal suo posto tenendo sollevata la sua scheda. Giura ad alta voce chiamando Cristo Signore a sua testimonianza e va deporre la scheda in un piatto che si trova su un calice. Una volta terminate le votazioni, si prosegue con lo spoglio dei voti. Il primo scrutatore apre ciascuna scheda, osserva cosa vi è scritto sopra e la passa al secondo scrutatore che la passa a sua volta al terzo. Quest’ultimo legge a voce alta il nome, perfora la scheda e la inserisce in un filo. Questo filo cosi composto viene inserito in una stufa, e accesa con l’aggiunta di additivi che determinano il colore della fumata. Nera se la votazione si è conclusa senza esito e bianca se si è deciso il nuovo Papa.

A questo punto è chiesto al nuovo eletto se accetta la sua elezione canonica a sommo pontefice, e con quale nome. Segue poi la vestizione con il talare bianca e gli altri indumenti che contraddistinguono la figura del Papa. L’ultimo passaggio è quello dell’annuncio. Dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, il protodiacono pronuncia la seguente frase: “annuntio vobis gaudium magnum, habemus Papam”.  Il nuovo Papa appare preceduto dalla croce astile e impartirà una benedizione urbi et orbi.

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