IL DONO SUPREMO DELL’AMORE, L’EUCARISTIA

INTRODUZIONE – – L’amore vuole, e crea, un rapporto profondo tra le persone che si amano. Il rapporto profondo arriva a richiedere l’unione, la più intima possibile. Troppe persone, terrestri e carnali, si credono arrivate all’unione d’amore con l’abbraccio, con il bacio, con l’unione fisica; ma questi sono segni e gesti e, per così dire, l’anticamera inferiore e lontana dell’unione d’amore. L’unione che vuole l’amore è la compenetrazione delle menti, dei cuori, degli animi, di tutto il proprio mondo interiore con il mondo interiore dell’altro, in donazione trasparente, senza segreti, in abbandono fiducioso senza riserve, in dono totale di sé, sicuro di essere ricevuto e goduto, di ricevere e di godere. E in questa unione, chi si dà si arricchisce e chi riceve potenzia la sua capacità di donarsi. Gesù all’ultima cena, prima di separarsi dai suoi, desiderò ardentemente questa unione, per la nostra santificazione. Si donò a noi anche col suo corpo che avrebbe dato sulla Croce, col sangue che avrebbe sparso generosamente per noi. Ascoltiamo da Gesù stesso, come gli apostoli, questo patto e dono e unione d’amore.

MEDITAZIONE BIBLICA – Io sono la vera vite… Rimanete in me ed io in voi. Come il tralcio non può da sé portare frutto, se non rimane unito alla vite, così nemmeno voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci, chi rimane in me ed io in lui, questo porta molto frutto; perché senza di me non potete far niente. Se uno non rimane in me, è gettato via come il sarmento, e si secca e poi viene raccolto e gettato nel fuoco a’bruciare. (Giov. 15, 1-6) Quando fu giunta l’ora, si mise a tavola insieme ai suoi apostoli. E disse loro: « Ho desiderato tanto di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire! »

Poi prese il pane, rese le grazie, lo spezzò e lo distribuì loro dicendo: « Questo è il mio corpo che è sacrificato per voi; fate questo in memoria di me ». E prese pure il calice, dopo aver cenato, dicendo: « Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che è sparso per voi ». (Luc. 22, 14-20) (Gesù disse ai Giudei): « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui. Come il Padre che vive, ha mandato me, ed io vivo per il Padre, così chi mangia me, vivrà anch’egli per me ». (Giov. 6, 54-57)

CONCLUSIONE – L’Eucaristia, come sacrificio e come Comunione, perpetua l’unione santificante e salvifica, nell’Amore, di Cristo e dei cristiani. Essa è dono supremo dell’Amare, è unione, nutrimento, sviluppo dell’Amore. Con Essa si rinnova l’Incarnazione, si attua la redenzione, si consuma anticipatamente l’Amore, già prima della visione e unione beatifica del Cielo, sia pure nel mistero e nel sacramento. L’Eucaristia indica chiaramente al cristiano quale deve essere il suo rapporto con Dio e con Cristo, unione intima, compenetrazione di vita, nella santità dell’unità stessa con Dio. L’uomo moderno soffre la solitudine, l’incomunicabilità, si sente solo in mezzo alla moltitudine, nelle grandi città, negli isolati popolosi, forse perché non è aperto e in comunione con Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO – Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l’Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell’impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell’Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l’Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell’ora del dolore e di fronte al male, che c’è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell’aiuto divino e la forza dell’amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE – O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.

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