Il Vescovo dove la statua della Madonna le pianse in mano

Intervista sulla Madonnina a Mons. Girolamo Grillo

1. Eccellenza, lei parla di aver subìto un trauma al momento della lacrimazione della Madonnina tra le sue mani. Questo stato psichico particolare, quasi uno choc, si comprenderebbe meglio se ci parlasse della sua formazione filosofica, teologica e spirituale. Al momento delle lacrimazioni lei si considerava un razionalista o un mistico?
Ho studiato filosofia, teologia e spiritualità con i Padri Gesuiti, sia nel Seminario Pontificio di Reggio Calabria che alla Pontificia Università Gregoriana, dove, oltre gli studi di Scienze sociali, che allora facevano parte della Facoltà di Filosofia, ho avuto modo di frequentare i corsi del P. Dezza e di altri illustri docenti di livello internazionale. Ebbi modo di frequentare anche alcuni corsi di spiritualità, superando, quindi, la impostazione tradizionale di allora. Al momento delle lacrimazioni, come appare chiaramente dal mio Diario, pur non essendo un razionalista, venivo ritenuto tale in quanto per molti anni avevo lavorato accanto all’allora Sostituto della Segreteria di Stato mons. Giovanni Benelli. Seppi infatti che, in quei giorni, un mio amico Cardinale tuttora vivente, con il quale per anni avevo lavorato assieme, ebbe a commentare così:«Povera Madonnina, dove sei andata a piangere, proprio nelle mani di Grillo? Ma quello farà di tutto per nascondere ogni cosa!». Alla domanda specifica, se mi fossi mai considerato un «mistico», rispondo: assolutamente no, anche se consideravo la preghiera come un fatto, del quale nessuna anima consacrata può fare a meno se veramente, se desidera mantenersi fedele al Signore. Invidio i mistici, ma non ho mai avuto dal Signore questo dono.

2. Dalla sua testimonianza a 10 anni dell’evento di Civitavecchia risulta che lei ha un Diario, interessante anche dal punto di vista storico, dove annota giorno per giorno quanto le sembra notevole. Tale Diario sorge con le lacrimazioni o le precede? Quali sono le sue finalità e caratteristiche?
È vero: ho un Diario, che ho iniziato con il primo di gennaio 1994, cioè l’anno precedente le lacrimazioni. Prima di allora annotavo soltanto qualche pensiero in una specie di agendina che non ho conservato. Nel Diario avevo cominciato a scrivere ogni mattina, guardando alla mia giornata precedente meditando nella mia stanzetta e guardando il Crocifisso: quindi, praticamente mi fermavo a considerare alcuni avvenimenti importanti, attraverso la luce dello Spirito, trasformando ogni cosa in preghiera. Se vogliamo, si trattava, quindi, di un vero e proprio Diario spirituale, nulla di più. Non pensavo minimamente che l’anno successivo, avrei dovuto annotare fatti concernenti la Madonnina.

3. Dalle sue dichiarazioni trapela una certa evoluzione nel suo giudizio circa la famiglia Gregori. Esistono fenomeni collaterali che antecedono e seguono le lacrimazioni? Perché la stampa li ignora, chiusa in una specie di cospirazione del silenzio?
Non conoscevo affatto la famiglia Gregori, neppure di nome. Me ne parlò dapprima il parroco quando venne a portarmi la relazione circa una Madonnina che avrebbe pianto lacrime di sangue, relazione che io, con il mio scetticismo innato verso queste strane forme di fenomeni, neppure volli leggere, cestinandola subito. Poi chiesi informazioni al Dottor Natalini, un medico mio amico, il quale era anche medico di quella famiglia. Questi, in verità, mi disse che si trattava di una famiglia di onesti lavoratori, dal comportamento morale ineccepibile. Ma, non fidandomi neppure del medico, affidai segretamente l’incarico al Vice Questore di allora Dott. Vignati, perché facesse un’opportuna indagine sia sulla famiglia che sull’ambiente in cui sarebbe accaduto il fenomeno. Il Dott. Vignati, mi informò su tutto, confermando quanto mi aveva detto già il Dott. Natalini. Successivamente conobbi il fratello di Fabio Gregori di nome Enrico, che mi divenne amico soltanto dopo il conflitto iniziale durato alcuni mesi! Fu proprio lui, credo, a volere che, accanto al Prof. Angelo Fiori del Policlinico Gemelli, ci fosse in contrapposizione a me un altro di uomo di scienza laico dell’Università La Sapienza, perché temeva che il Vescovo, servendosi di una Università Cattolica, tendesse ad occultare la verità. Non conosco quasi per niente l’altro fratello Gianni, se non per averci parlato qualche rara volta in maniera molto superficiale. Fabio Gregori parlò, soltanto dopo le lacrimazioni, di alcuni altri fenomeni che sarebbero accaduti a casa sua ed anche di un’altra Madonnina simile a quella che aveva lacrimato lacrime di sangue, la quale avrebbe cominciato fin da quel tempo ad essudare una specie di olio profumatissimo. Ma, io, con il mio solito scetticismo, ho sempre cercato per diversi anni di snobbare la cosa. Soltanto qualche anno addietro, trovandomi davanti alla piccola grotta dove era sita la Madonnina, vidi sull’altra statua questa essudazione; stranamente tutto gocciolava di questo liquido che sembrava olio: l’intera grotta, l’albero sovrastante e le rose che circondavano la grotta. Successivamente ne feci raccogliere una fialetta, per affidarne l’esame scientifico al Prof. Fiori, il quale, in un primo momento mi rispose che non valeva la pena di perdere altro tempo in questa cose. Tanto – commentò lo scienziato – il mondo non avrebbe creduto a nulla. Poi, lo stesso Prof. Fiori, mi mandò una relazione, in cui mi diceva di aver fatto gli esami,con questo risultato: non si tratta di olio, ma di un’essenza, il cui DNA non era né di natura umana, né di natura animale; probabilmente di natura vegetale, contenente moltissimi profumi. Non so francamente perché la stampa ignori questo fenomeno, anche se a Civitavecchia conoscono la cosa. Credo, però, che il fenomeno sia stato fatto conoscere dalla BBC, perché questa famosa emittente televisiva internazionale (erano tutti protestanti inglesi), riprendendo il luogo dove erano accadute le lacrimazioni, si vide davanti all’improvviso questa essudazione che letteralmente traumatizzò (così mi raccontarono) gli operatori, i quali non volevano credere ai loro occhi. Il fenomeno si verifica molto spesso, ma soprattutto nelle Feste del Figlio (Natale, Pasqua, ecc.) e nelle Feste di Maria (eccetto il giorno dell’Addolorata). Tutti sanno, ma nessuno ne parla; non so il perché di questa specie di «congiura del silenzio», come lei la chiama. Neppure io personalmente, a dir la verità, riesco a comprendere questa specie di mistero. Forse, non sarebbe male che qualche persona esperta in materia ci dicesse qualcosa. Come Vescovo, infatti, non avrei nessuna difficoltà a far accedere in loco qualche persona seria che volesse studiare il fenomeno.

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