L’esperienza mistica di San Giovanni Bosco con il suo Angelo Custode

Sulla vita di SAN GIOVANNI BOSCO si racconta che il 31 agosto 1844 la moglie dell’ambasciatore del Portogallo doveva andare da Torino a Chieti; ma prima di intraprendere il viaggio andò a confessarsi da San Giovanni Bosco il quale le disse di recitare tre volte la preghiera dell’angelo custode prima di partire affinché il suo angelo l’assistesse nei pericoli.

Ad un certo punto del percorso i cavalli cominciarono ostinatamente a disobbedire al cocchiere, finché la diligenza e i passeggeri furono coinvolti in una caduta tremenda.

Mentre le signore gridavano, un portello della carrozza s’aprì, le ruote cozzarono contro un mucchio di pietrisco, la carrozza s’impennò e ribaltò quanti erano al suo interno e la porticina aperta si ridusse in pezzi. Il conducente saltò giù dal suo sedile, le passeggere rischiarono di restare schiacciate, la signora cadde per terra con le mani e la testa mentre i cavalli continuavano a correre a perdifiato. A questo punto la signora si rivolse ancora una volta al suo angelo…

Riassumendo, le passeggere dovettero solo riassestarsi i vestiti, e il conducente ammansire i cavalli. Tutti proseguirono a piedi, commentando vivacemente quanto era accaduto

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