Neonata guarita da un tumore: il miracolo di Sant’Antonio

Ci sono cose che non si possono spiegare. Fatti davanti ai quali anche i medici alzano le braccia. Ne sono sicuri, i genitori e i nonni della piccola Kairyn, senz’altro stupiti i fedeli che domenica hanno ascoltato le parole di padre Enzo Poiana, nella basilica di Sant’Antonio, quando, durante il battesimo, il rettore ha raccontato la storia inspiegabile di questa bambina.

UN TUMORE AL CERVELLO. Un miracolo. Quando ancora era un feto nel grembo materno, la mamma era stata sottoposta ad una prima ecografia. Tremendo il verdetto: la bambina aveva una bruttissima macchia alla parte destra del viso. Il ginecologo aveva mandato i genitori da una collega specialista a Verona (mamma e papà di Kairyn vengono da un paesino del Veronese). Il secondo esame aveva non solo confermato la diagnosi, ma persino mostrato un quadro clinico ancora più grave: oltre alla malformazione, ci sarebbe stata un’infezione in corso, che metteva a rischio la vita della bambina, e anche quella della madre.

LE PREGHIERE DELLA NONNA. Su consiglio dei due dottori, la coppia ha deciso di sentire un ulteriore parere, quello di uno specialista di Bologna. Ma l’attesa sarebbe stata di almeno due mesi. A quel punto, la nonna della bambina si è affidata alla preghiera, rivolgendosi al Santo taumaturgo. Subito dopo, i genitori avevano riprovato a fissare un appuntamento a Bologna. Dalla segreteria, la risposta questa volta è stata diversa: si era liberato un posticino, proprio il 13 giugno.

LA VISITA AL SANTO. La nonna non ha avuto dubbi: qualcosa di bellissimo stava per accadere a quella famiglia. Prima di arrivare al poliambulatorio, mamma, papà e nonni, si sono fermati a Padova, e sono andati a fare visita al Santo, nella sua basilica. Hanno visitato le tombe, la cappella delle Reliquie, quella delle Benedizioni. Qui, hanno raccontato ad un sacerdote la loro storia. Il religioso ha benedetto la madre e ha chiesto loro di avere fiducia.

L’INCONTRO DURANTE L’ATTESA. La famiglia è ripartita, ma, prima di entrare per la visita, mancava ancora un po’ di tempo. Lo hanno trascorso in un bar di fronte alla clinica. Ad un certo punto, dalla porta è entrato un uomo in carrozzina, affetto proprio dalla malformazione di cui era affetta la piccola non ancora nata. Un segnale, secondo nonni e genitori, che hanno raccontato tutte le fasi di questa incredibile storia a padre Poiana e ad un altro sacerdote, dopo la nascita della bambina.

“IL TUMORE È SCOMPARSO”. Quando è stato il momento di affrontare il verdetto dell’ennesimo specialista, è accaduto qualcosa di incredibile: la macchia era scomparsa, dell’infezione non c’era traccia. La piccola era perfettamente sana. Una diagnosi che il medico, che aveva ricevuto e confermato i riscontri fatti dai medici che lo avevano preceduto, non è riuscito a spiegarsi. Quando la nonna gli ha detto, pervasa dalla gioia, di come in quelle settimane aveva pregato Sant’Antonio perché le facesse la grazia, lo stesso ginecologo era senza parole: “Ci sono cose di fronte alle quali anche noi medici non possiamo nulla, andate a pregare il Santo”.

IL RACCONTO A PADRE POIANA. Kairyn è nata il 1° ottobre, e sta benissimo. Durante la gravidanza, le erano stati diagnosticati prima un lipoma, poi persino un liposarcoma. Infine, nulla. Il male non c’era più. Mamma e papà hanno voluto che il rettore Poiana venisse a conoscenza del loro miracolo. Il sacerdote si è recato a casa loro, per raccogliere, oltre al racconto, anche la documentazione necessaria, e redigere un verbale. Ascoltando la loro storia, quando ha saputo che, nelle intenzioni dei genitori, c’era di battezzare la propria figlia nella basilica del Santo, ha chiesto loro di poter celebrare una funzione pubblica, per mostrare che “queste cose accadono” e che, in questo caso, i fedeli avrebbero potuto “verificare con gli occhi”.

IL BATTESIMO. “Il sacramento è stato celebrato domenica – ha raccontato padre Poiana – quando ho parlato della storia di Kairyn nel corso dell’omelia, i fedeli sono rimasti stupefatti, e, nel salutare la bambina, è partito un applauso”. Con queste cose, certo, ci vuole molta cautela, e, prima di certificare l’avvenuto miracolo, occorre una documentazione certosina. Ma la commozione dei fedeli raccolti in chiesa, domenica, non ha avuto bisogno di tempo per riconoscere, nella storia di Kairyn, un miracolo di Sant’Antonio.

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