Papa Francesco trasferisce l’amministrazione finanziaria fuori dalla Segreteria di Stato

Papa Francesco ha chiesto che la responsabilità per i fondi finanziari e le proprietà immobiliari, inclusa una controversa proprietà di Londra, sia trasferita dalla Segreteria di Stato del Vaticano.

Il papa ha chiesto che la gestione e l’amministrazione dei fondi e degli investimenti siano invece affidati all’APSA, che funge da tesoreria della Santa Sede e gestore del patrimonio sovrano, e gestisce anche il libro paga e le spese operative per la Città del Vaticano.

La decisione di Papa Francesco, delineata in una lettera del 25 agosto al cardinale Pietro Parolin, è stata presa mentre la Segreteria di Stato continua ad essere al centro degli scandali finanziari vaticani.

Nella lettera, resa pubblica dal Vaticano il 5 novembre, il papa ha chiesto che si prestasse “particolare attenzione” a due specifiche questioni finanziarie: “gli investimenti fatti a Londra” e il fondo Centurion Global.

Papa Francesco ha chiesto che il Vaticano “esca il prima possibile” dagli investimenti, o almeno “li disponga in modo tale da eliminare tutti i rischi reputazionali”.

Il Centurion Global Fund è gestito da Enrico Crasso, un gestore di investimenti di lunga data per il Vaticano. Ha detto al quotidiano italiano Corriere della Sera il 4 ottobre che Papa Francesco aveva chiesto la liquidazione del fondo lo scorso anno dopo che i media avevano riferito del suo utilizzo dei beni vaticani sotto la sua gestione per investire in film di Hollywood, immobili e servizi pubblici.

Il fondo ha anche registrato una perdita di circa il 4,6% nel 2018, sostenendo allo stesso tempo commissioni di gestione di circa due milioni di euro, sollevando interrogativi sull’uso prudenziale delle risorse vaticane.

“E ora lo stiamo chiudendo”, ha detto Crasso il 4 ottobre.

Anche la Segreteria di Stato è stata criticata per un accordo immobiliare a Londra. L’edificio al 60 di Sloane Avenue è stato acquistato per un periodo di anni dal gestore degli investimenti del Vaticano Raffaele Mincione per 350 milioni di sterline. Il finanziere Gianluigi Torzi ha mediato la fase finale della cessione. Il Vaticano ha perso denaro nell’acquisto e CNA ha riferito sui potenziali conflitti di interesse nell’affare.

L’edificio è ora controllato dal segretariato tramite una società registrata nel Regno Unito, London 60 SA Ltd.

La lettera di Papa Francesco del 25 agosto è stata rilasciata dal Vaticano giovedì, con una nota di Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in cui si afferma che si è tenuto un incontro il 4 novembre per creare una commissione vaticana per sovrintendere al trasferimento di responsabilità , che avverrà nei prossimi tre mesi.

Nella lettera ha scritto anche Papa Francesco che, viste le modifiche da lui richieste, andrebbe ridefinito il ruolo della Segreteria dell’ufficio amministrativo di Stato, che gestiva le attività finanziarie, o valutata la necessità per la sua esistenza.

Tra le richieste del papa nella lettera c’è che la Segreteria per l’Economia abbia la supervisione di tutti gli affari amministrativi e finanziari degli uffici della Curia romana, inclusa la Segreteria di Stato, che non avrà alcun controllo finanziario.

La Segreteria di Stato svolgerà le sue operazioni anche attraverso un bilancio approvato incorporato nel bilancio complessivo della Santa Sede, ha affermato Papa Francesco. L’unica eccezione saranno quelle operazioni riservate che riguardano la sovranità della città stato, e che possono essere effettuate solo con l’approvazione della “Commissione per le questioni riservate”, costituita il mese scorso .

In un incontro del 4 novembre con Papa Francesco, è stata formata una commissione per sovrintendere al trasferimento dell’amministrazione finanziaria dalla Segreteria di Stato all’APSA.

La “Commissione per il Passaggio e il Controllo”, secondo Bruni, è composta dal “sostituto” della Segreteria di Stato, l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, dal Presidente dell’APSA, Mons. Nunzio Galantino, e dal Prefetto della Segreteria per l’Economia, p. Juan A. Guerrero, SJ

All’incontro del 4 novembre hanno partecipato anche il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Fernando Vérgez, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Nella sua lettera a Parolin, il papa ha scritto che nella sua riforma della Curia romana aveva “riflettuto e pregato” per un’opportunità per dare una “migliore organizzazione” alle attività economiche e finanziarie del Vaticano, affinché fossero “Più evangelico, trasparente ed efficiente”.

“La Segreteria di Stato è senza ombra di dubbio il dicastero che sostiene più da vicino e direttamente l’azione del Santo Padre nella sua missione, rappresentando un punto di riferimento essenziale della vita della Curia e dei dicasteri che fanno parte di esso “, ha detto Francis.

“Non mi sembra però necessario, né opportuno, che la Segreteria di Stato svolga tutte le funzioni già attribuite ad altri dicasteri”, ha proseguito.

“È preferibile, quindi, che anche in materia economica e finanziaria venga applicato il principio di sussidiarietà, fermo restando il ruolo specifico della Segreteria di Stato e il compito indispensabile che essa svolge”.

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