Perché la Madonna apparve alle tre fontane?

PERCHÉ ALLE TRE FONTANE?
In ogni apparizione della Vergine, fra le tante domande che il popolo cristiano si pone, fa sempre capolino anche quella del perché di quel luogo dove l’avvenimento accade: «Perché proprio qui e non altrove? Ha questo posto qualcosa di speciale o c’è qualche motivo per cui la Madonna lo ha scelto?».

Certamente ella non fa mai nulla per caso, non lascia niente all’improvvisazione o al capriccio. Tutto e ogni aspetto dell’evento ha una sua precisa e profonda motivazione. Spessissimo queste motivazioni ci sfuggono a prima vista, ma poi, se si scava nel passato, nella storia, qualcuna di queste viene a galla e ci appare sorprendente. Anche il Cielo ha la sua memoria e, magari dopo secoli, questa memoria rinverdisce e assume nuove colorazioni.

È interessante rimarcare come la storia dell’umanità e dei luoghi dove avvengono particolari fatti entri a far parte anche della strategia del Cielo. Da quando il Figlio di Dio è entrato nel tempo, anche il tempo fa parte dello svolgersi del piano di Dio, quel piano che noi chiamiamo «storia della salvezza». Maria santissima, anche dopo la sua Assunzione al Cielo, è così vicina e coinvolta nella vita dei suoi figli da fare propria la storia di ciascuno. La madre fa sempre propria la «storia» dei figli. Ci domandiamo allora: c’è qualcosa di particolare in quel luogo delle Tre Fontane che abbia attirato le simpatie della Regina del Cielo, per cui abbia stabilito di apparirvi? E poi, perché quella località è denominata «Le Tre Fontane»?

Secondo un’antica tradizione che rimanda ai primi secoli del cristianesimo, confermata da documenti storici di grande valore, il martirio dell’apostolo Paolo, avvenuto nel 67 dopo Cristo per ordine dell’imperatore Nerone, sarebbe stato consumato nel luogo allora denominato Aquae Salvìae, precisamente dove oggi sorge l’abbazia delle Tre Fontane. La decapitazione dell’Apostolo, sempre secondo la tradizione, avvenne sotto un pino, presso un cippo marmoreo, che ora si può vedere in un angolo della chiesa stessa. Si dice che la testa dell’Apostolo, mozzata con un deciso colpo di spada, abbia rimbalzato per terra tre volte e che a ogni balzo sarebbe scaturita una sorgente di acqua. Il luogo fu subito venerato dai cristiani, e su di esso venne edificato un tempio che racchiudeva tre tempietti marmorei elevati sulle tre sorgenti prodigiose.

Si dice anche che nella zona venne trucidata una intera legione romana capitanata dal generale Zenone, legione che prima del martirio fu condannata dall’imperatore Diocleziano a costruire le grandiose terme che portano il suo nome e dai resti delle quali Michelangelo trasse poi la splendida chiesa di S. Maria degli Angeli alle Terme, risultando così, sia pure indirettamente, uno dei primi templi innalzati a Maria santissima ad opera dei cristiani. Inoltre in questa abbazia visse per qualche tempo san Bernardo di Chiaravalle, esimio innamorato e cantore di Maria. E per tanti secoli quel luogo risuonò e risuona tuttora delle lodi e delle invocazioni innalzate a Maria. E lei non dimentica. Ma l’aspetto più specifico che probabilmente portò la Madonna a scegliere quella località dovette essere il particolare riferimento a san Paolo, non solo per la sua conversione ma anche per il suo amore alla Chiesa e alla sua opera di evangelizzazione. Infatti ciò che accadde all’Apostolo sulla via per Damasco ha parecchi punti di contatto con ciò che si verificò in questa apparizione della Vergine a Bruno Cornacchiola. Saulo, chiamato poi Paolo, si convertì alle parole di Colui che, dopo averlo gettato da cavallo e accecato con la sua luce abbagliante, gli aveva detto: «Io sono colui che tu perseguiti!». Alle Tre Fontane la Madonna dirà al veggente, rivestendolo della sua luce affettuosa: « Tu mi perseguiti, ora basta!». E lo invita a entrare nella vera Chiesa che la celeste Regina definisce « ovie santo, corte celeste in terra». E in quel libro che lei tiene tra le sue mani e vicino al suo cuore, che è il libro della Rivelazione, c’è una grande parte uscita dal cuore e dalla bocca dell’«apostolo delle genti», inviato ad annunciare la verità al mondo pagano, e che i protestanti, indebitamente, considerano loro patrono. E quanto ebbe a soffrire Paolo per le divisioni che si erano venute a creare in quelle comunità cristiane che egli aveva fondato lo si può capire dalle sue lettere: «Vi ho scritto in un momento di grande afflizione e col cuore angosciato, fra molte lacrime, però non per rattristarvi, ma per farvi conoscere l’affetto immenso che ho per voi» (2Cor 2,4).

Ci sembra di non sbagliare allora se interpretiamo quello stringere al cuore quelle parole dell’Apostolo come se la Madonna intendesse farle sue e ripeterle a ciascuno di noi. Perché ogni sua visita su questa terra in modo visibile costituisce un richiamo alla vera fede e all’unità. E con il suo pianto non vuole tanto rattristarci quanto farci conoscere l’affetto immenso che nutre per tutti noi. L’unità fra i cristiani è uno dei motivi della sua sollecitudine, e per essa invita a pregare.

In pratica, ciò che alle Tre Fontane la Madonna riproporrà è lo stesso messaggio che san Paolo visse e annunciò nella sua vita di apostolo e che possiamo riassumere in tre punti:

1. conversione dei peccatori, specialmente dalla loro immoralità (il luogo dove Maria appare ne era teatro);

2. conversione degli increduli dal loro ateismo e dal loro atteggiamento di indifferenza di fronte a Dio e alle realtà soprannaturali; l’unità dei cristiani, cioè il vero ecumenismo, affinché si adempia la preghiera e l’anelito di suo Figlio: si faccia un solo ovile sotto la guida di un solo pastore. Il fatto poi che il luogo si trovi a Roma è di per se stesso un richiamo a Pietro, alla roccia su cui è fondata la Chiesa , alla garanzia di verità e di sicurezza della Rivelazione stessa.

La Madonna dimostra un particolare affetto e cura per il papa. Con questo vuole far capire che è lui il pastore dell’«ovile santo» e che non c’è vera Chiesa, nel senso pieno del termine, se si prescinde dall’unione con lui. Bruno era protestante, e la Madonna vuole illuminarlo subito su questo punto, al di fuori del quale si continua a vagare e a cercare a tentoni, come ciechi. E dato che parliamo di Roma e del papa, notiamo ancora che questa apparizione alle Tre Fontane è molto «discreta», forse più discreta di altre. Probabilmente perché Roma è la sede del papa, Maria nella sua delicatezza non vuole farlo passare in secondo ordine o interferire nella sua missione di vicario di Cristo, suo Figlio. La discrezione è sempre stata una sua caratteristica specifica, in ogni circostanza, sia nella sua esistenza terrena sia ora in quella celeste.

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