“Saremmo dovuti morire ma mi è apparso il mio Angelo Custode” (FOTO)

Arik Stovall, ragazza statunitense, si trovava sul sedile del passeggero del camion guidato dal fidanzato quando il mezzo è uscito di strada e si è schiantato contro un pilastro alla velocità di 120 km/h. L’impatto avrebbe dovuto “tagliare a metà i nostri corpi”, ha ammesso la giovane ma, miracolosamente, è sopravvissuta.

Pochi secondi prima dell’incidente, Arika era certa che per lei e Hunter stesse per giungere la morte.

Mentre il camion si allontanava dalla strada, Hunter ha avuto solo tre secondi per reagire prima dell’impatto contro il pilastro di cemento. La sua reazione, avvenuta in una frazione di secondo, ha salvato le loro vite. Infatti, fortunatamente Hunter “ha fatto esattamente quello che doveva fare per assicurarsi che la nostra vita non finisse”. La ragazza, però, sa che il fidanzato non ha agito da solo.

Dio ha aiutato Hunter ad agire come ha fatto al volante, guidando il camion esattamente dove avrebbe potuto evitare di schiantarsi frontalmente contro il pilastro”, ha scritto Arika su Facebook: “Dio non fa niente senza motivo. Lo ha fatto perché non ha ancora finito con noi”. Ma Dio ha fatto anche dell’altro in quel giorno.

Arika, intrappolata tra le lamiere, fu presa dal panico e cominciò a urlare. I suoi occhi cercavano ansiosamente l’ambiente circostante, guardando prima verso il sedile del guidatore. Hunter non si muoveva e non rispondeva agli stimoli.

Hunter era insanguinato e immobile e Arika si sentiva impotente ma tutto cambiò nell’istante in cui guardò fuori dal finestrino del camion: “C’era un uomo – luminoso con una grande barba bianca – Nessun’altra macchina in vista, solo quest’uomo. Era il mio angelo custode. Mi ha visto e mi ha detto che stava arrivando un’ambulanza”.

La ragazza ha raccontato: “Ho saputo, quindi, che Hunter fosse al sicuro con me”. Ma la vista dell’uomo sorridente le ha dato qualcosa di più della semplice affermazione che non sarebbe successo nulla di drammatico. Mentre teneva gli occhi su di lui, Arika si protesse da ulteriori traumi.

“Quest’uomo – guardandolo per un breve momento – mi ha aiutato a non vedere Hunter ferito. Se lo avessi visto, credo che avrei avuto un attacco di cuore”. Invece, quella visione radiosa e luminosa distolse la sua attenzione.

Lo sconosciuto, poi, si è semplicemente allontanato e quando Arika ha sbattuto le palpebre, una torcia le illuminava la faccia. I paramedici erano arrivati e Arika e Hunter stavano per sperimentare l’ennesimo miracolo.

Niente ossa rotte, commozioni cerebrali che non sono durate nemmeno 24 ore, nessun danno interno e solo pochi punti sul ginocchio e in viso – ha raccontato Arika – Gli stessi paramedici si chiesero come mai non fossimo morti all’istante, con il camion che sembrava essere passato attraverso un trituratore di alberi”.

Sia Hunter che Arika sono stati dimessi dall’ospedale nemmeno 48 ore dopo essere entrati. E poi l’ultimo miracolo. Quando sono tornati sulla scena dell’incidente, hanno trovato la Bibbia di Hunter, “aperta, con una pagina contrassegnata da scritture che ci dicevano di non avere paura: Gesù è con noi…”.

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