Vangelo e Santo del giorno: 9 Gennaio 2020

Prima lettera di san Giovanni apostolo 4,11-18.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.
Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.
Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Per questo l’amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo.
Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.

Salmi 72(71),2.10-11.12-13.
Dio da’ al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
Regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.

Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,45-52.
Dopo che furono saziati i cinquemila uomini, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull’altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla.
Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra.
Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E’ un fantasma», e cominciarono a gridare,
perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!».
Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi,
perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.

08 GENNAIO

TITUS ZEMAN – BEATO

Vajnory, Slovacchia, 4 gennaio 1915 – Bratislava, Slovacchia, 8 gennaio 1969

Don Titus Zeman, salesiano slovacco, nacque da una famiglia cristiana il 4 gennaio 1915 a Vajnory, presso Bratislava. Desiderava diventare sacerdote sin dall’età di 10 anni. A Torino, il 23 giugno 1940, raggiunse la meta della ordinazione sacerdotale. Quando il regime comunista cecoslovacco, nell’aprile del 1950, soppresse gli ordini religiosi e iniziò a deportare consacrati nei campi di concentramento, divenne necessario salvare i giovani religiosi per consentire a loro di completare gli studi in estero. Don Zeman s’incaricò di organizzare dei viaggi clandestini oltre il fiume Morava per l’Austria e verso Torino; una attività molto rischiosa. Nel 1950 organizzò due spedizioni e salvò 21 giovani salesiani. Alla terza spedizione nel aprile 1951 don Zeman, insieme con i fuggitivi, venne arrestato. Subì un duro processo, durante il quale venne descritto come traditore della patria e spia del Vaticano, e rischiò addirittura la morte. Il 22 febbraio 1952, venne condannato a 25 anni di pena. Don Zeman uscì di prigione, in prova, solo dopo 13 anni di reclusione, il 10 marzo 1964. Ormai irrimediabilmente segnato dalle sofferenze subite in carcere, morì cinque anni dopo, l’8 gennaio 1969, circondato da una gloriosa fama di martirio e di santità.

PREGHIERA

O Dio onnipotente, tu hai chiamato don Titus Zeman a seguire il carisma di san Giovanni Bosco. Sotto la protezione di Maria Ausiliatrice egli divenne sacerdote ed educatore della gioventù. Visse secondo i tuoi comandamenti, e tra la gente fu conosciuto e stimato per il carattere affabile e la disponibilità per tutti. Quando i nemici della Chiesa soppressero i diritti umani e la libertà della fede, don Titus non si perse di coraggio e perseverò nella strada della verità. Per la sua fedeltà alla vocazione salesiana e per il suo servizio generoso alla Chiesa fu incarcerato e torturato. Con audacia resistette ai torturatori e per questo fu umiliato e deriso. Tutto soffrì per amore e con amore. Ti supplichiamo, o Padre onnipotente, glorifica il tuo servo fedele, affinché possiamo venerarlo sugli altari della Chiesa. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio, e per intercessione della Beata Vergine Maria Ausiliatrice dei cristiani. Amen.

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