Voleva il funerale nella Chiesa che ha frequentato per 50 anni ma un Pastore glielo ha negato

La statunitense Olivia Blair desiderava che il suo funerale fosse celebrato nella Chiesa di cui è stata parte attiva per più di 50 anni: un ultimo desiderio semplice e logico da parte di una donna di fede.

La donna, infatti, avrebbe voluto che le sue esequie si fossero celebrata nella Quarta Chiesa Battista Missionaria di Houston, in Texas. Tuttavia, quella Chiesa ha rifiutato di esaudire l’ultima volontà della donna, lasciando moltissimo di stucco.

Secondo la figlia della defunta, Barbara Day, il Rev. Walter F. Houston (nella foto) ha rifiutato di acconsentire ai funerali in quella chiesa perché la donna, morta all’età di 93 anni, non aveva pagato come si deve la decima (un tributo) negli anni precedenti.

La figlia ha raccontato alla stampa locale: “Avrei voluto permettere che i funerali di mia madre si svolgessero nella chiesa che ha sempre amato per tutta la vita, anche da bambina”.

Barbara Day

Il reverendo Walter F. Houston ha rifiutato di essere intervistato davanti alle telecamere ma ha datto ai media che l’appartenenza di Olivia Blair alla chiesa era ‘scaduta’ da quasi 10 anni. Ma ciò non sarebbe vero, come riportato dal predicatore Tyrone Jacques che ha raccontato come sarebbero andate le cose sul suo sito.

Il predicatore, infatti, ha affermato che i documenti indicano che il reverendo Houston ha celebrato i funerali del marito della donna sette anni prima la scomparsa di Olivia e ciò sarebbe la prova che la famiglia era ancora in regola con la decima durante quel periodo.

Inoltre, se la 93enne Olivia Blair era un membro attivo della Quarta Chiesa Battista Missionaria al momento della sua morte o meno dovrebbe essere irrilevante.

Il predicatore Tyrone.

Infatti, come molti si aspetterebbero da una novantenne, la figlia ha ammesso che la madre non è stata bene negli ultimi due anni della sua vita così da non potere partecipare al culto e non contribuire regolarmente. E ciò dovrebbe essere di facile comprensione per chiunque abbia compassione e buon senso. Ma non per il reverendo Houston.

“Negli ultimi due anni mia madre è stata in una casa di cura o è in ospedale – ha raccontato Barbara Day – E negli ultimi mesi era in coma!”.

Inoltre, il reverendo ha sottolineato che in nessun momento, durante quel periodo, alcun rappresentante della chiesa si è adoperato per apprendere le condizioni di salute di Olivia. Quindi, è stata la Chiesa ad avere fallito con la donna e non viceversa.

In un ultimo e disperato tentativo di esaudire il desiderio desiderio di Olivia Blair, il predicatore Tyron si è anche offerto ddi pagare per far celebrare il funerale in quella Chiesa ma il referendo ha rifiutando, palesando così insensibilità e testardaggine: “L’appartenza ha i suoi privilegi”, avrebbe detto.

Olivia Blair, comunque, ha avuto il suo funerale ma in un’altra chiesa.

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