Rifletti, oggi, sui primi discepoli di Gesù che vivevano le difficoltà per stare con lui

Poi prese i sette pani e il pesce, rese grazie, spezzò i pani e li diede ai discepoli, che a loro volta li diedero alla folla. Mangiarono tutti e furono soddisfatti. Raccolsero i frammenti rimasti: sette cesti pieni. Matteo 15: 36–37

Questa riga conclude il secondo miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci raccontato da Matteo. In questo miracolo, sette pani e pochi pesci furono moltiplicati per sfamare 4.000 uomini, senza contare le donne ei bambini. E una volta che tutti mangiarono e furono saziati, rimanevano sette ceste piene.

È difficile sottovalutare l’effetto che questo miracolo ha avuto su coloro che erano effettivamente lì. Forse molti non sapevano nemmeno da dove provenisse il cibo. Hanno appena visto passare i cesti, si sono riempiti e hanno passato il resto ad altri. Sebbene ci siano molte lezioni importanti che possiamo trarre da questo miracolo, consideriamone una.

Ricorda che le folle erano state con Gesù per tre giorni senza cibo. Rimasero sbalorditi mentre insegnava e guariva continuamente i malati in loro presenza. Erano così sbalorditi, infatti, che non hanno mostrato alcun segno di lasciarlo, nonostante l’evidente fame che dovevano provare. Questa è un’immagine meravigliosa di ciò che dobbiamo cercare di avere nella nostra vita interiore.

Cos’è che ti “stupisce” nella vita? Cos’è che puoi fare ora dopo ora senza perdere la tua attenzione? Per questi primi discepoli, fu la scoperta della stessa Persona di Gesù che ebbe su di loro questo effetto. E tu? Hai mai scoperto che la scoperta di Gesù nella preghiera, o nella lettura della Scrittura, o attraverso la testimonianza di un altro, è stata così avvincente da farti assorbire dalla Sua presenza? Sei mai stato così assorbito dal nostro Signore da pensare a poco altro?

In Cielo, la nostra eternità sarà trascorsa in una perpetua adorazione e “stupore” della gloria di Dio. E non ci stancheremo mai di stare con Lui, in soggezione di Lui. Ma troppo spesso sulla Terra, perdiamo di vista l’azione miracolosa di Dio nelle nostre vite e nelle vite di coloro che ci circondano. Troppo spesso, invece, siamo assorbiti dal peccato, dagli effetti del peccato, del dolore, dello scandalo, della divisione, dell’odio e di quelle cose che portano alla disperazione.

Rifletti, oggi, su questi primi discepoli di Gesù. Medita, in particolare, sulla loro meraviglia e sul loro timore reverenziale mentre rimasero con Lui per tre giorni senza cibo. Questo richiamo del nostro Signore deve afferrarti e sopraffarti così tanto che Gesù è l’unico e unico fulcro della tua vita. E quando lo è, tutto il resto va a posto e il nostro Signore provvede a tutti i tuoi molti altri bisogni.

Mio divino Signore, ti amo e desidero amarti di più. Riempimi di meraviglia e stupore per Te. Aiutami a desiderarti sopra ogni cosa e in ogni cosa. Possa il mio amore per Te diventare così intenso che mi ritrovo a fidarmi sempre di Te. Aiutami, caro Signore, a metterti al centro di tutta la mia vita. Gesù io credo in te.

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