Quali sono le lacrime che piacciono a Dio

Quali sono le lacrime che piacciono a Dio

Il Figlio di Dio dice a Santa Brigida: «Ecco il motivo per cui non esaudisco chi vedi spargere le lacrime e da­re molto ai poveri per il mio onore. Per prima cosa ti ri­spondo: dove zampillano due fontane e una confluisce nell’altra, se una delle due è torbida, anche l’altra lo di­venterà e allora chi potrà berne l’acqua? Lo stesso suc­cede con le lacrime: molti piangono, ma in diversi casi semplicemente perché sono inclini al pianto. A volte le tribolazioni del mondo e il timore dell’in­ferno rendono impure queste lacrime, in quanto non de­rivano dall’amore di Dio. Tuttavia queste lacrime mi so­no gradite poiché sono dovute al pensiero dei benefici di Dio, alla meditazione dei propri peccati e dell’amore di Dio. Lacrime del genere innalzano l’anima dalla terra al cielo e rigenerano l’uomo elevandolo alla vita eterna, perché sono portatrici di una duplice generazione spiri­tuale. La generazione carnale porta l’uomo dall’impurità alla purezza, piange i danni e i guasti della carne e sop­porta con gioia le pene del mondo. I figli di questo tipo di persone non sono figli delle lacrime, perché con que­ste lacrime non si acquista la vita eterna; dà alla luce un figlio delle lacrime invece la generazione che deplora i peccati dell’anima e fa attenzione che suo figlio non of­fenda Dio. Una madre come questa è più vicina al pro­prio figlio che non colei che l’ha generato nella carne, perché solo con questa generazione si può acquistare la vita beata». Libro IV, 13

Come gli amici di Dio non devono preoccuparsi delle proprie tribolazioni

«Dio non dimentica l’amore che nutre per noi e in ogni istante, data l’ingratitudine degli uomini, manifesta la sua pietà, perché somiglia a un bravo maniscalco che in certi momenti riscalda il ferro, in altri lo raffredda. Allo stesso modo Dio, eccellente operaio che creò il mondo dal nulla, manifestò il proprio amore ad Adamo e ai suoi posteri. Ma gli uomini si raffreddarono talmen­te che, stimando Dio meno di nulla, commisero peccati abominevoli ed enormi. Così, dopo aver mostrato la propria misericordia e impartito i suoi salutari consigli, Dio diede sfogo al fu­rore della sua giustizia con il diluvio. Dopo il diluvio, Dio strinse un’alleanza con Abramo, gli mostrò i segni del proprio amore e guidò tutta la sua stirpe con mira­coli e prodigi. Dio, inoltre, diede la legge al popolo con la propria bocca e confermò le sue parole e i suoi co­mandamenti con segni manifesti. Il popolo trascorse un certo periodo di tempo nelle vanità, raffreddandosi e la­sciandosi andare a così tante follie da rendere culto agli idoli; allora Dio, desiderando accendere e riscaldare nuovamente gli uomini diventati freddi, mandò sulla terra suo Figlio, che ci ha insegnato la strada del cielo e ci ha mostrato la vera umanità da seguire. Ora, sebbene siano troppi coloro che l’hanno dimenticato, o addirit­tura trascurato, egli mostra e manifesta le sue parole di misericordia… Dio è eterno e incomprensibile e in lui sono la giu­stizia, la ricompensa eterna e una misericordia che va al di là dei nostri pensieri. Diversamente, se Dio non aves­se manifestato la sua giustizia ai primi angeli, come si conoscerebbe questa giustizia che giudica tutte le cose con equità? E se per di più non avesse avuto misericor­dia dell’uomo creandolo e liberandolo con segni infiniti, come si conoscerebbero la sua bontà e il suo amore im­menso e perfetto? Quindi, essendo Dio eterno, lo è anche la sua giustizia, alla quale non occorre aggiungere o togliere nulla, come invece si fa con l’uomo che pensa di svolgere la mia opera o il mio disegno in questo o in quel modo, in questo o in quel giorno. Ora, quando Dio ha misericor­dia o fa giustizia, le manifesta compiutamente, perché ai suoi occhi il passato, il presente e il futuro sono presenti da sempre. Per questo gli amici di Dio devono mantenersi con pazienza nel suo amore, senza preoccuparsi anche se ve­dono prosperare chi è legato alle cose del mondo; Dio, infatti, è come una brava lavandaia che lava i panni sporchi fra le onde e i flutti, perché, con il moto dell’ac­qua, diventino bianchi e puliti ed evita con cura le cre­ste delle onde, per paura che possano sommergere i panni stessi. Similmente in questa vita Dio pone i suoi amici fra le tempeste delle tribolazioni e delle meschi­nità, affinché, attraverso esse, siano purificati per la vita eterna, facendo attenzione che non sprofondino in qualche infelicità eccessiva o in una pena intollerabile». Libro III, 30

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